Aumenta (+)    |    Diminuisci (-)


Borgo Roma e i suoi quartieri

Borgo Roma "un tuffo nel passato"

Quartiere Roma”, sta scritto nella lapide infissa al muro, sulla casa che sorge all’angolo tra via Centro e via Pasqualino Benedetti, “Martire della Libertà, la stessa strada che ospita la palazzina stile Liberty in cui sono ospitati gli Uffici della Quinta Circoscrizione.
Un’entità, Borgo Roma, che si sta facendo strada nella percezione dei residenti tra non poche resistenze, anche se la popolazione avrebbe più d’un motivo d’orgoglio per essere identificata col nome della città capitale d’Italia e l’identità del popolo “colonizzatore” che più d’ogni altro, nella storia di Verona, ha lasciato traccia indelebile del proprio insediamento in città sul piano urbanistico, architettonico e culturale. A questa definizione, per molti ancora “burocratica” e amministrativa, i residenti più anziani preferiscono richiamare il proprio senso di appartenenza a due antichi “rioni” di Tomba e Tombetta. Un breve viaggio a ritroso nel tempo, ci aiuta a comprendere le ragioni di questa ritrosia.

Tomba paese a sé, anzi, primo paese a sud della città, popolare e contadino, a differenza di Tombetta, periferia d’una Verona che si espandeva progressivamente lungo l’ansa meridionale dell’Adige, abitata prevalentemente da pescatori (prima che la disastrosa inondazione del 1882 spostasse verso il centro città l’alveo del fiume!) e artigiani, antesignani di un certo piccolo-borghese. Il confine, seppur non segnato dal terreno, era noto a tutti: situato dove adesso sorge la piazza del monumento ai caduti del borgo. Fra le due borgate c’era una certa rivalità che, in alcune circostanze, dava adito a veri e propri contrasti. Le “cause” erano varie e curiose: sconfinamenti per “andar a morose”, differenti opinioni per questioni sportive, o, magari, sui Santi del Cielo, e le loro feste o differenti visioni politiche…potevano portare a scontri, a dir poco “bellicosi”. Una rivalità, insomma, affatto fasulla, che era entrata a far parte delle prove virili, dei riti di iniziazione e di passaggio giovanili, necessari sia per i “Tombaròi” che per Quei de Tombéta. L’equivoco più “pesante”, per gli uni e gli altri, era (ed è tuttora, dato che non è raro sentir pronunciare il riferimento ai rioni Tomba e Tombetta, quale luogo di residenza, rispetto a Borgo Roma!) legato all’origine dei toponimi. Circa il nome Tomba (da cui deriva il diminutivo Tombetta) vanno subito scartate, infatti, certe idee che mettono il relazione il toponimo con le molte sepolture presenti nel sottosuolo. Ovviamente, intorno al plurisecolare ospedale del posto vi furono vaste zone cimiteriali, dato confermato dalla circostanza che quando si scavano le fondamenta di una casa nella zona, ci si può facilmente imbattere in povere ossa umane. Il senso del nome, però, è ben altro: Tomba, infatti, va intesa come altura, un breve tumulo, un rialzo lieve del fiume per darsi un margine nel suo rompere allo sbocco in pianura. A ridosso della città, un tempo, esisteva dove oggi si espande il quartiere, la cosiddetta Grande Campagna Veronese, un’arida pianura alluvionale di pertinenza della comunità cittadina sulla quale il Comune di Verona aveva diritto di proprietà e giurisdizione. I primi abitanti di questo arido ambiente, adatto a modeste colture e pascolo si insediarono a ridosso della via Claudia Augusta, la strada imperiale romana che scorreva fra la val Padana e la Germania. E’ dunque assai probabile, anche se non certo, che fra queste umili genti (pecorai, guardiani di porci, stallieri, fabbri e osti, vadano ricercati i più antichi padri degli odierni borgatari di Borgo Roma. In questo luogo, vicino alle mura della città e poco frequentato, nel Medioevo si decise di dar ricovero ai malsani, ovvero agli ammalati, ancora dispersi nei vari ospizi. Dapprima vi trovarono posto solo i lebbrosi, poi anche tutti gli altri malati delle malattie della pelle: Nasceva così l’Ospizio di San Giacomo della Rogna, dove furono accolti non solo i malati, ma anche i sani che li accudivano: frati, infermieri, lavorenti del convento. Dopo la costruzione del Lazzareto in località Pestrino, a San Giacomo rimasero comunque gli ammalati, ma la sua importanza andò diminuendo e nell'800 la Pubblica Amministrazione decise di creare una "Colonia agricola per malati mentali". Nel 1968 l'ospedale psichiatrico di San Giacomo ospitava 600 pazienti, ma nel 1970 cessò totalmente di funzionare essendo disponibile il nuovo ospedale di Marzana.

Tombetta
Vincoli e servitù militari dettati dagli austriaci e nuove opere di urbanizzazione come la costruzione del canale Camuzzoni definirono le linee di sviluppo di Tombetta. Le prime case a Tombetta erano raggruppate in piccole corti come in Cortili ai Quattro Rusteghi, in Corticella Molinara, in Vicolo Malcontenti, in Corte Ongaro, in Corte Giare; la maggior parte, però, si snodava lungo Via Tombetta, formando la piazza , per proseguire poi fino al Campagnol. Si trattava di abitazioni semplici. All'interno del quartiere si trova il Santurario di S. Teresa dei Padri Carmelitani Scalzi. Fu costruito su terreno donato dalla sig.ra Bisti ed inaugurato nel 1905. Più a sud della chiesa di S. Teresa c'era una zona di campagna ed una vasta piazza d'armi utilizzata per le esercitazioni militari e, in seguito, per l'atterraggio degli aerei essendo sede di caserma militare: occupava l'area che è ora dei Magazzini Generali, fino all'attuale parco ferroviario di P. Nuova. Nel 1948 l'area di 200.000 mq. fu trasformata in quartiere fieristico. Solo nel 1951 una linea filoviaria collegò questa zona alla città. Il quartiere, benché sia localizzato in posizione prossima al centro storico, ne risulta scollegato per situazioni di tipo non urbano che si frappongono: il canale industriale Camuzzoni e gli insediamenti delle prime fabbriche della fine dell'800.

La zona di Borgo Roma è costituita da un nucleo urbano risalente al primo dopoguerra. A partirte dagli anni '50 è stata oggetto di un'intensa attività edificatoria. Nel quartiere sorge l'Ospedale omonimo, trova posto la zona industriale e l'area fieristica: tali forti attrattori di traffico penalizzano fortemente la viabilità, lasciando ben poco spazio a pedoni e ciclisti.
Ma è proprio con lo sguardo al futuro che Borgo Roma ridisegnerà il volto di un'ampia area di Verona per dare una nuova immagine e una nuova morfologia urbana alla città attraverso lo studio dell'impianto urbano, del sistema delle aree verdi e della mobilità.

 




Tutti i diritti sui contenuti sono riservati al Comune di Verona (c) 2006
Comune di Verona - Piazza Bra,1 - 37121 Verona - P.IVA e C.F. 00215150236
circ5.comune.verona.it,admin.comune.verona.it - circ5.comune.verona.it